26 Novembre 2025

Corsi obbligatori apprendistato: tutto quello che c’è da sapere

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Quando si parla di apprendistato, non ci si trova di fronte ad un “normale” contratto di lavoro. Si tratta infatti di un istituito ibrido, sospeso tra l’ingresso nel mondo del lavoro e la prosecuzione del percorso formativo. Un contratto “a causa mista”, che unisce e combina il lavoro e la formazione, il fare e l’imparare.

Questa condizione non è una formalità: costituisce il fulcro ed il cuore dell’apprendistato.

È per questo che ogni tipologia di questo contratto, dal primo livello all’alta formazione, comprende una componente formativa obbligatoria, distinta nelle modalità ma comune nell’intenzione: accompagnare il lavoratore o la lavoratrice in un percorso di crescita autentica. In questo senso, l’apprendistato rientra a pieno titolo tra i corsi di formazione aziendale, in cui l’impresa assume un ruolo attivo nello sviluppo delle competenze.

Vediamo in seguito quali sono i corsi obbligatori per i tre diversi livelli di apprendistato.

 

  1. 1. Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale

 

In questa categoria di apprendistato sono coinvolti ragazzi e ragazze molto giovani (dai 15 ai 25 anni) che stanno completando un percorso scolastico o professionale.

Il periodo minimo per questa tipologia di contratto è di 6 mesi, mentre il limite massimo coincide con quello previsto dall’ordinamento del percorso a cui lo studente o la studentessa è iscritto/a:

  • qualifica professionale: fino a 3 anni
  • diploma professionale: fino a 4 anni
  • diploma di istruzione secondaria superiore: fino a 4 anni
  • certificato IFTS: fino a 1 anno

 

Come funziona la formazione obbligatoria?

 

Il percorso formativo si articola in due periodi:

  • uno di formazione esterna, che comprende attività previste dall’ordinamento (lezioni teoriche, moduli tecnico-professionali e competenze di base) e che si svolge presso l’ente formativo. È la parte che consente all’apprendista di ottenere il titolo di studio al termine del percorso;
  • uno di formazione interna, ovvero l’addestramento sul campo (come l’uso di strumenti, attrezzature e tecnologie) e che svolge presso l’azienda/il datore di lavoro. Questa parte è documentata nel Piano Formativo Individuale (PFI) e deve essere coerente con il profilo professionale dello studente o della studentessa.

La somma delle due componenti deve garantire il totale delle ore obbligatorie previste dal percorso di studi dell’apprendista.

 

 

  1. 2. Apprendistato professionalizzante: i corsi obbligatori

 

Si tratta della tipologia di apprendistato più diffusa, rivolta a giovani tra i 18 e i 29 anni (17 se già in possesso di qualifica professionale). A differenza dell’apprendistato di primo livello, che è legato al percorso scolastico, qui l’obiettivo è accompagnare l’apprendista verso una piena professionalizzazione, sostenendo lo sviluppo delle competenze necessarie alla mansione per cui è stata assunto/a.

La sua durata può variare, solitamente dai 6 mesi ai 3 anni (con estensione di 5 anni per le professioni artigiane).

 

Quali sono i corsi obbligatori per l’apprendistato professionalizzante?

 

Quando si parla di corsi obbligatori nell’apprendistato, ci si riferisce alla formazione di base e trasversale. Questa:

  • è disciplinata dalle singole Regioni;
  • fa parte dei corsi di formazione aziendale obbligatoria;
  • fornisce competenze trasversali, utili a qualsiasi professione, che possono riguardare la sicurezza sul lavoro, la comunicazione, le competenze digitali, l’organizzazione aziendale;
  • viene anche detta “formazione esterna” poiché viene erogata da enti accreditati, come AxL Formazione, e non direttamente dall’azienda;
  • può essere finanziata tramite l’offerta formativa pubblica regionale, che copre totalmente o parzialmente i costi dei corsi.

La sua durata può variare in base al titolo di studio dell’apprendista e si distribuisce su più annualità:

  • 120 ore (3 annualità) per apprendisti e apprendiste in possesso di licenza elementare e/o della sola licenza media;
  • 80 ore (2 annualità) per apprendisti e apprendiste in possesso di diploma di scuola secondaria di II grado o di diploma di formazione professionale;
  • 40 ore (1 annualità) per apprendisti e apprendiste in possesso di laurea o titolo almeno equivalente.

 

La formazione professionalizzante, invece, è quella che si svolge internamente all’azienda (per questo viene definita “interna”) ed è finalizzata, come suggerisce il nome stesso, a sviluppare le competenze necessarie per svolgere la mansione prevista dal contratto. È affidata a un/a tutor, che accompagna l’apprendista nel percorso di crescita professionale, ne segue i progressi e ne verifica l’autonomia operativa.

I contenuti formativi sono definiti dai CCNL, mentre la programmazione e la documentazione del percorso confluiscono nel Piano Formativo Individuale (PFI).

 

La formazione esterna dell’apprendistato è obbligatoria?

 

Sì. La formazione esterna è parte integrante dell’apprendistato e non può essere in alcun modo tralasciata, omessa o sostituita da attività svolte in azienda. Senza essa, il contratto perde la sua natura formativa e può essere contestato dagli organi ispettivi.

 

Cosa comporta una mancata formazione nell’apprendistato? Le conseguenze

 

La mancata formazione è una violazione grave, perché l’apprendistato, come già detto, è un contratto a causa mista: lavoro più formazione.

Se i corsi di formazione apprendistato, esterni o interni, non vengono svolti correttamente, le conseguenze possono essere diverse, tra cui:

  • perdita degli sgravi contributivi, con l’obbligo per l’azienda di restituire i benefici economici ottenuti;
  • sanzioni amministrative da parte degli organi ispettivi;
  • trasformazione del contratto di apprendistato in un rapporto a tempo indeterminato, con un conseguente aumento dei costi per l’impresa.

Oltre poi alle conseguenze per l’impresa, c’è poi l’impatto diretto sull’apprendista, che rischia di non sviluppare le competenze che il percorso professionale dovrebbe garantire, andando a vanificare la finalità formativa del contratto.

 

Chi eroga la formazione di base e trasversale?

 

Come già anticipato, la formazione di base e trasversale (anche detta “formazione esterna”) viene erogata da enti accreditati presso la Regione, come AxL Formazione, società di formazione aziendale. Dalla pianificazione del PFI all’erogazione della formazione, dalla rendicontazione e gestione amministrativa alla verifica della conformità normativa: AxL Formazione accompagna le imprese in ogni fase del percorso di apprendistato professionalizzante.

 

Le ore di formazione dell’apprendistato sono retribuite?

 

Sì, le ore di formazione previste dal contratto di apprendistato devono essere retribuite. Questo vale sia per la formazione professionalizzante svolta in azienda sia per la formazione di base e trasversale erogata dagli enti accreditati. La formazione fa infatti parte integrante dell’orario di lavoro e rientra negli obblighi contrattuali e retributivi dell’impresa.

L’unica eccezione riguarda eventuali attività aggiuntive non previste dal Piano Formativo Individuale o non obbligatorie per legge: queste non rientrano nel monte ore retribuito.

 

La formazione dell’apprendistato può essere effettuata online?

 

Sì, la formazione dell'apprendistato può essere svolta online tramite e-learning, ma con requisiti specifici (sincronicità, interattività e tracciabilità). La possibilità e la modalità specifica dipendono anche dalla regione, poiché le Regioni regolano l'offerta formativa regionale per l'apprendistato professionalizzante e possono avere disposizioni più specifiche.

 

 

  1. 3. Apprendistato di alta formazione e ricerca

 

L’apprendistato di alta formazione e ricerca è la forma più “avanzata” dell’apprendistato. È rivolto a giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, e consente di lavorare mentre si frequenta un percorso di studio di livello superiore: laurea triennale o magistrale, ITS, master universitari, dottorati, attività di ricerca o praticantati regolamentati da ordini professionali.

La durata del contratto va da un minimo di 6 mesi fino al periodo previsto dall’ordinamento del percorso formativo frequentato. In altre parole, coincide con la durata “naturale” del corso di studi: tre anni per una laurea triennale, due anni per la magistrale, un anno per molti master, e così via.

 

Come funziona la formazione obbligatoria?

 

Per quanto riguarda la formazione, il modello è sempre duale, come negli altri livelli di apprendistato: una parte si svolge presso l’istituzione formativa (università, ITS o altro ente), mentre l’altra è realizzata direttamente in azienda.

Le modalità operative possono essere definite da normative regionali, ma nella maggior parte dei casi sono frutto di un accordo specifico tra l’impresa e l’istituzione accademica.

Il datore di lavoro che vuole stipulare un contratto di apprendistato deve infatti sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente o la studentessa è iscritto/a, o con l’Ente di ricerca.

Il protocollo stabilisce la durata e l’organizzazione della formazione, come si integrano le attività svolte in aula e quelle svolte in azienda e indica il numero di crediti formativi riconoscibili per la formazione realizzata in impresa, sulla base delle ore effettivamente svolte.

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